I Peperoni Cruschi

Può un peperone essere emozionante?

Sicuramente un peperone no, ma il pensare di dover approntare un sito che parli a tutto tondo di questo prodotto rappresenta un’emozione forte per chi, non più di qualche anno fa, destava la curiosità della gente decantando un ortaggio che si mangiava come le patatine fritte…..

Già si faceva fatica a spiegare cosa e dove fosse la Lucania, figuriamoci far conoscere quello che per noi è in maniera scontata uno dei perni della nostra cucina, anzi il vero elemento di distinzione rispetto a tutte le altre cucine regionali!!!

Nel frattempo in questi anni abbiamo visto nascere interi canali tematici incentrati sulla qualità del buon mangiare,  è stato fatto tanto anche dalle nostre Istituzioni per far sapere al mondo che noi lucani esistiamo, fino ad arrivare al fatidico anno magico di Matera Capitale Europea della Cultura, una vetrina mondiale che ha davvero lanciato la Basilicata sui palcoscenici più importanti. In questi contesti il peperone crusco ha colto l’opportunità di mettersi in mostra per la sua eccentricità e per la sua bontà e non è mai mancata la Vostra curiosità immaginando di mangiare un ortaggio così rosso e così croccante!!

Nel tempo, quindi, abbiamo sempre più sentito il piacere di aiutare i consumatori nell’avvicinamento a questo prodotto, realizzando un sito che parlasse non solo delle ricette, ma anche di cosa sia il peperone zafarano, di come si possa presentare, dei processi di produzione, delle filosofie legate al confezionamento: insomma tante informazioni che raccontano del rispetto che il popolo lucano ha nei riguardi della propria terra e delle proprie origini.

Prosit!!

I Peperoni Cruschi

Si è sempre fatta molta confusione attorno al concetto di peperoni di Senise e di peperoni cruschi ed allora proviamo una volta per tutte a fare un po’ di chiarezza!

Una volta raccolti, i peperoni pssono già essere cucinati come ortaggi freschi che si fregiano della denominazione IGP.

Se invece l’obiettivo è quello di farli diventare cruschi, ecco che intervengono le mani delle artigiane senisesi del peperone che, con ago e filo, costruiscono le ormai celebri collane, più propriamente dette “serte” o “nzerte”.

Queste collane sono fatte essiccare al sole per ottenere il peperone di Senise IGP secco. In questa fase le bacche hanno perso all’incirca il 90% del contenuto in acqua e sono un concentrato di sapori e profumi ma, a tutti gli effetti, non sono commestibili perché devono essere ancora fritte. Solo dopo questo passaggio finalmente scrocchieranno sotto il palato diventando i peperoni cruschi, ovvero croccanti.

Un altro modo di lavorare le bacche secche è quello di ripulirle dai semi e dal picciolo e di molirle per ottenere una dolce polvere fine, usata per insaporire piatti a base di verdure o, come avviene in ogni paesino della Basilicata, per “arrossire” le salsicce ed altri insaccati.

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